martedì 3 dicembre 2013

                    Che cos’è l’acqua potabile

In Alto Adige l'acqua ad uso potabile viene fornita attraverso oltre 1500 acquedotti, di cui 548 pubblici che forniscono l'acqua agli abitanti dei 118 comuni altoatesini e 983 privati di interesse pubblico (servizi di ristorazione isolati, rifugi alpini, ecc.).
Gli acquedotti pubblici o di interesse pubblico sono più di 500 e soddisfano il fabbisogno idropotabile del 95,1% della popolazione, mentre il 4,9% della popolazione dispone di un proprio acquedotto privato.
L'acqua erogata dagli acquedotti proviene per il 60% da sorgenti (che sono circa 2000), per il 38% da pozzi (che sono circa 50), mentre solo lo 0,5% viene prelevata da corsi d'acqua superficiale e deve essere opportunamente potabilizzata. L’acqua fornita ai comuni di Bolzano, Laives e Brunico proviene da pozzi, mentre i comuni di Merano e Bressanone utilizzano acqua di grandi sorgenti.

                            Composizione dell'acqua

Tutte le acque naturali (acque meteoriche, acque superficiali, acque sotterranee, ecc.) si possono considerare da un punto di vista strettamente fisico e chimico come delle soluzioni diluite di elettroliti (particelle cariche elettricamente). Sia nel suo percorso in atmosfera che nel suo percorso attraverso il terreno l'acqua infatti si arricchisce di gas, minerali, sali e ioni Per un uso dell'acqua a scopo potabile essa deve possedere delle caratteristiche che la definiscano "potabile": essere cioè incolore, insapore, inodore, priva di particelle sospese, chimicamente pura (priva di sostanze tossiche in quantità nocive per l'organismo) e batteriologicamente pura (priva di batteri patogeni).


     Caratteristiche di qualità delle acque destinate al consumo umano

La normativa nazionale attualmente in vigore, il D.Lgs n. 31/2001, integrato e modificato con il D.Lgs. 27/2002, recepisce la direttiva europea 83/98 CE e disciplina la qualità delle acque ad uso umano al fine di proteggere la salute dagli effetti negativi della contaminazione delle acque.
L’acqua destinata al consumo umano deve essere salubre e pulita, deve quindi soddisfare i requisiti riguardanti i parametri microbiologici, i parametri chimici e quelli indicatori. Per ciascun parametro è indicato un VALORE DI PARAMETRO, cioè un valore limite superato il quale occorre l’intervento dell’autorità competente con attuazione di misure atte a ripristinare la qualità dell’acqua.
In particolare la normativa indica il “valore di parametro” per una serie di parametri:
  • parametri indicatori quali odore, colore, sapore, pH, durezza ecc…
  • parametri chimici concernenti sostanze tossiche quali arsenico, piombo, antiparassitari, ecc.
  • parametri microbiologici quali escherichia coli ed enterococchi.
I rischi sanitari legati alla presenza nell'acqua di sostanze chimiche tossiche sono differenti da quelli dovuti ai contaminanti microbiologici. Sono poche le sostanze chimiche che possono dar luogo a intossicazioni acute ad eccezione di contaminazioni accidentali massicce di una risorsa idrica.
Sono comunque di particolare rilevanza quei contaminanti che hanno proprietà tossicologiche cumulative come ad esempio i metalli pesanti.
L'analisi chimico-fisica di un'acqua consiste nell'esecuzione, su di un campione di acqua rappresentativo e prelevato correttamente, di una serie di determinazioni effettuate tramite specifiche apparecchiature di laboratorio.
Il Laboratorio analisi acqua dell'Agenzia provinciale per l’ambiente (APPA) svolge l'attività analitica di controllo dei parametri chimico-fisici e chimici sui campioni d'acqua prelevati dai servizi delle Aziende Sanitarie ed, eventualmente, su richiesta di privati.
L'indagine microbiologica sugli stessi campioni viene svolta dal Laboratorio biologico.

giovedì 21 novembre 2013

GRUPPO 3

LA SCIENZA SULL'ACQUA


H2O = formula chimica dell'acqua

DOLCE: LAGHI, FIUMI, SORGENTI, PIOGGIA, NEVE, GHIACCIO, GRANDINE.

SALATA:
mare = H2O+sale =
soluzione -> anitati, nitrati, PH, CD, NI
solvente(H2O)=la maggior parte
soluto(solido, liquido, gas) = in piccole quantità

ACQUA: sapore, inodore, limpida, batteriologica

T = 9° a 12° alla sorgente

 PIOGGE ACIDE: piombo, monossido di carbonio, acidi di soluzione
                                 

                              




 



mercoledì 20 novembre 2013

INDIA


STORIA: INDIA

Il rapporto tra acqua e religione in India è essenziale:

Le 5 città che celebrano i culti dell' acqua sono Varanasi, Allahabad, Haridwar, Naski, Ujjain.
Nella religione indu si crede che nel passato dei e demoni avevano litigato per un nettare che donava l' immortalità. I demoni se lo presero, ma Vishu lo rubò e lo portò al sicuro sul monte degli dei. Si pensa che 5 gocce del nettare caddero su questi 5 luoghi che oggi sono delle città sacre.
I fiumi poi congruiscono tutti nelle città Allahabad. La si celebra ancora oggi la festa dell' urna. Perchè que nettare era contenuto in una urna.
Il nome della città Varanasi deriva dalle due parola: Varana e Assi.
Dato che l' india è stata colonizzata dagli inglesi, questi cambiarono il nome della città in Benares.

La religione che si pratica in India è politeista. Questo vuol dire che vengono venerati molti dei.
Il gruppo dei 3 dei principali della regione induista viene chiamato trimurti.
Si chiamano: c
BRAHMA.
VISHNA che è il dio della giustizia e può essere rappresentato in varie forme e di solito viene rappresentato vicino a un fiore o a una conchiglia. Usa un animale chiamato Garuda , che è mezzo quadrupede e mezzo uccello per volare.
SHIVA- KRISHNA (reincarnazione delle due parti): é un dio distruttore ma anche un dio pacifico. Viene rappresentato con un tridente e la sua cavallatura è un toro bianco chiamato NANDI.Il 

Poi ci sono i differenti concetti dell' induismo:
-KHARMA: indica un fardello che nasce dalle azioni buone o cattive di una persona, che poi può rinascere a base delle azioni brutte o belle fatte in una creatura nobile o meno nobile.
-DHARMA: il dovere, la capacità di portare avanti il suo Karma
-MOKSA: la liberazione, l' uscita dal Samsara
-SAMSARA: il continuo ciclo di morte e rinascita

Se qualcuno muore nella città Varanasi, è liberato dal Samsara. I defunti vengono cremati vicino alla riva del fiume e le ceneri vengono buttate nel fiume Gangee. I bambini e le donne incinte vengono buttate nel fiume senza essere cremati prima.
La parola Gange significa grande madre.
Ci sono delle grandi scalinate che scendono al fiume.
Gli induisti si immergono nel fiume, bevono le acque e si voltano verso il fiume per pregare. Offrono delle ghirlande al fiume. Le offerte vengono chiamate Pusa.
Vicino al fiume abitano i SAHDU. Dei santoni che fanno il voto di povertà e castità. Girano nudi e sono ricoperti dalla cenere dei morti.
I bambini che vengono sfruttati per chiedere l' elemosina vengono vestiti e truccati da Shiva, quindi vengono colorati di blu.
Se si hanno delle righe orizzontali sulla fronte il costume è da Shiva, se le righe sono verticali il costume è da Vishnu.

Gruppo 3


domenica 17 novembre 2013

I gruppi di lavoro

I gruppi di lavoro sono cinque e sono così costituiti:


  1.    Pedron Sofia: segretaria, Cortese Enrico: sostituto, Halili Fatmir: moderatore, Gallo Virginia: relatrice.
  2. Alan Righetti: relatore, Sara Baraldi: segretario, Laura Bernardi: controllore, Anna Pirolo: sostituto segretario, Sarah Dalla Mura: vice controllore.   
  3. Luca De Castro controllore ,Chiara Bonoldi segretaria,Leonardo Riello relatore,Annalisa Conti, Josmara Lira 
  4. Alma Zizzola: controllore, Martina Frustaci: vice-segretario, Jerec Benjamin: relatore, Sofia Dallabona: segretario
  5. Kusum Lucchi: controllore, Nicola Imperiale: segretario, Matteo Remotti: vice, Marialivia Parmeggiani: relatore

Il lavoro di gruppo

2 - Cooperative Learning: definizione
L'apprendimento cooperativo (Cooperative Learning, CL) è un metodo che coinvolge gli studenti nel lavoro di gruppo per raggiungere un fine comune. Perché il lavoro di gruppo si qualifichi come CL devono essere  presenti i seguenti elementi:
a.    Positiva interdipendenza. I membri del gruppo fanno affidamento gli uni sugli altri per raggiungere lo scopo. Se qualcuno nel gruppo non fa la propria parte, anche gli altri ne subiscono le conseguenze. Gli studenti si devono sentire responsabili del loro personale apprendimento e dell'apprendimento degli altri membri del gruppo .
b.    Responsabilità individuale. Tutti gli studenti di un gruppo devono rendere conto sia della propria parte di lavoro sia di quanto hanno appreso. Ogni studente, nelle verifiche, dovrà dimostrare personalmente  quanto ha imparato.
c.     Interazione faccia a faccia. Benché parte del lavoro di gruppo possa essere spartita e svolta individualmente, è necessario che i componenti il gruppo lavorino in modo interattivo, verificando gli uni con gli altri la catena del ragionamento, le conclusioni, le difficoltà e fornendosi il feedback. In questo modo si ottiene anche un altro vantaggio: gli studenti si insegnano a vicenda.
d.    Uso appropriato delle abilità nella collaborazione. Gli studenti nel gruppo vengono incoraggiati e aiutati a sviluppare la fiducia nelle proprie capacità, la leadership, la comunicazione, il prendere delle decisioni e il difenderle, la gestione dei conflitti nei rapporti interpersonali.
e.    Valutazione del lavoro. I membri, periodicamente valutano l'efficacia del loro lavoro e il funzionamento del gruppo, e individuano i cambiamenti necessari per migliorarne l'efficienza.
  3 - Le forme di Cooperative Learning
Gli esperti di CL distinguono tra cooperative learning informale, esercizi brevi assegnati in classe a gruppi non fissi di due o più studenti, e cooperative learning formale, esercizi più lunghi e impegnativi assegnati a gruppi di studenti che lavorano insieme per una parte significativa del corso. I risultati didattici in entrambi i casi sono efficaci.
Nel CL informale, viene chiesto agli studenti di mettersi insieme in gruppi di 2 - 4 persone. Si assegna il compito di scrivere ad uno scelto a caso (gli studenti si contano, 1, 2, 3, ... e il docente assegna il compito: "il numero 2 di ogni gruppo scriverà questo esercizio"). Il docente propone poi una domanda o un problema, dando agli studenti un tempo compreso tra i 30 secondi e i  5 minuti per lavorare. Soltanto a quello scelto è permesso di scrivere.  Allo scadere del tempo l'insegnante chiede ad alcuni studenti, appartenenti a gruppi diversi, la risposta elaborata dal proprio gruppo.
La questione posta dal docente può riguardare spiegazioni precedenti, l'impostazione della soluzione di un problema, il completamento di passaggi mancanti in un procedimento di calcolo o in una procedura sperimentale,  la formulazione di una spiegazione su una osservazione sperimentale, l' ipotesi di una serie di cause, il riassunto di una lezione, la formulazione di una o due domande sugli argomenti relativi ad una certa lezione, l'elenco di possibili difetti di un esperimento o di un progetto, o la risposta a domande che il docente normalmente fa alla classe durante una spiegazione.
Una variante a questo metodo è la coppia che ragiona insieme (think-pair-share). Il docente prima chiede a ciascuno studente di formulare singolarmente la risposta,  poi di unirsi  in coppie e  costruirne una sola, a partire dalle due risposte individualmente già date. Infine il docente invita alcuni studenti, appartenenti a coppie diverse, ad esporre la  risposta.
La scelta  di questi studenti non deve essere  fatta né in anticipo, né sulla base della volontarietà. Infatti se il docente chiedesse di rispondere solo a dei volontari o ad alunni preventivamente individuati,  verrebbe meno l' incentivo  per la partecipazione attiva di tutti, che è invece l'essenza di questo metodo . Se gli studenti sanno che chiunque può essere chiamato, tutti, o quantomeno la maggioranza, sono motivati a predisporre la miglior risposta possibile.
Nel CL formale, gli studenti lavorano in gruppi su problemi, su progetti o su relazioni di laboratorio. Il lavoro può essere fatto tutto o in parte in classe, o fuori della classe. Una interdipendenza positiva si ottiene assegnando ruoli differenti ai vari membri del gruppo, fornendo un training specifico sui differenti aspetti del progetto ai diversi membri del gruppo e assegnando a caso a ciascuno studente una relazione su una parte del progetto.
Alla fine si valuterà sia ogni singola relazione, sia il progetto complessivo del gruppo.
L'impegno individuale viene assicurato esaminando ogni studente su ogni aspetto del progetto elaborato dal gruppo.

5  - Come mettere in pratica il Cooperative Learning: istruzioni per l’insegnante
L'apprendimento cooperativo è una tecnica di insegnamento centrata sullo studente che interagisce con altri studenti, ma è sempre il docente che propone  i problemi da risolvere, che fissa i tempi, che fornisce gli spunti ai gruppi che lo richiedono, che stabilisce chi deve rispondere, e così via.
Perché la tecnica CL risulti vantaggiosa vanno prese delle precauzioni per evitare alcune   situazioni  svantaggiose o  pericolose per l'apprendimento.

5.3 - Regole per la formazione dei gruppi nel "CL formale"

I gruppi CL formali dovrebbero essere composti da studenti con diversi livelli di abilità.
Tutti gli studenti beneficiano da tale organizzazione: gli studenti più deboli hanno il beneficio di essere aiutati dai loro compagni maggiormente dotati, e gli studenti più preparati (che sono in genere quelli inizialmente ostili al lavoro di gruppo) forse ne traggono il beneficio maggiore, poiché potranno sperimentare quella fondamentale "prova cognitiva" che è l'imparare, insegnando.
Come ogni professore sa, anche quando si comprende un argomento, l'esercizio di formulare spiegazioni, pensare a degli esempi e rispondere alle domande, permette un approfondimento della comprensione non raggiungibile in altro modo.
Se si costituissero dei gruppi interamente formati dagli studenti migliori  questi, con tutta probabilità, si dividerebbero il lavoro e completerebbero la loro parte separatamente piuttosto che funzionare come  vero e proprio gruppo. E poiché  non hanno la necessità di spiegare ad altri,  non avrebbero il beneficio dell'apprendimento profondo che viene dalla "prova cognitiva" (imparare insegnando).
Un altra regola per la formazione dei gruppi è che i membri delle minoranze di razza o di sesso non devono essere in minoranza nei gruppi. Gli studenti appartenenti alle minoranze tendono ad assumere un ruolo più passivo all'interno dei gruppi, o per loro scelta o perché forzati in questo ruolo dai loro compagni; il gruppo perderebbe perciò molti dei benefici dell'apprendimento CL. Se ad esempio le donne sono una minoranza tra gli iscritti al corso, si potranno costituire gruppi formati da tutti uomini, tutte donne, un numero pari tra i due sessi o una maggioranza di donne,  ma devono essere evitati gruppi con più uomini che donne.
Entrambe queste regole, livelli misti di abilità e evitare che le minoranze siano minoranza nei gruppi,  indicano che l'insegnante deve formare i gruppi piuttosto che lasciare agli studenti il compito di organizzarsi, e certamente le ricerche finora svolte appoggiano questa conclusione. Quando gli studenti formano i gruppi, gli amici tendono a mettersi insieme e i migliori studenti si cercano a vicenda.
Un buon sistema per formare i gruppi è quello di formare a caso dei gruppi provvisori, di norma, per le prime tre settimane di un corso; fare una prova scritta durante questo periodo e usare i risultati come indicatori di abilità per formare i gruppi permanenti. Se gli studenti obiettano circa la loro assegnazione ad un determinato gruppo, una risposta efficace è quella di sottolineare che quando andranno nel mondo del lavoro non avranno la possibilità di scegliere con chi lavorare: tanto vale abituarsi fin da ora a questa realtà.
Nella letteratura non c'è unanime consenso sul numero dei componenti il gruppo. Di norma i gruppi con tre studenti sono quelli che funzionano meglio. Gruppi formati da tre studenti vengono considerati ottimali anche nella risoluzione di problemi di fisica  e nel fare le relazioni su esperienze di laboratorio .

5.6 - I ruoli individuali nei gruppi

In un gruppo di tre, ci si aspetta che ciascun membro rivesta uno dei seguenti ruoli: 1) leader; 2) scettico; 3) controllore.
Durante la discussione nel gruppo, ogni componente ha la responsabilità di prendere in considerazione questioni che vengono sollevate da un altro membro e che sono rilevanti o pertinenti rispetto al ruolo che esso riveste. Ogni membro del gruppo deve sentire l'obbligo di aiutare il gruppo a lavorare efficacemente, senza perdere tempo. E’ necessario fornire agli studenti una traccia per definire le responsabilità e una guida per la discussione.
Leader/Coordinatore. Le responsabilità del coordinatore sono: 1) organizzare le riunioni del gruppo; 2) presiedere e facilitare la discussione nel gruppo; 3) mantenere l'attenzione del gruppo focalizzata sulla soluzione del compito; 4) incoraggiare il gruppo ad affrontare il problema secondo una successione di stadi; 5) incoraggiare la partecipazione di tutti i membri del gruppo nel processo di problem solving.
Vengono esemplificate alcune domande che il leader può porre o commenti appropriati che il coordinatore può fare.
Ciascuno spieghi o sintetizzi il testo del problema. Possiamo usare un diagramma o ricorrere ad uno schema per chiarire il problema o una parte di esso? Qual è l'incognita o cosa richiede il problema? Elenchiamo le ipotesi, le assunzioni e le difficoltà. Concentriamoci sul problema. Elenchiamo tutti i metodi possibili di risoluzione. Qual è l'algoritmo più generale che permette la soluzione di questo problema? Possiamo considerare questo punto quando specifichiamo nel dettaglio la successione dei passaggi. Passiamo al prossimo stadio. In che maniera puoi difendere questa tua convinzione?
Scettico. Lo scettico pone frequentemente domande rispetto al procedimento di soluzione del problema, cerca spiegazioni e chiede valutazioni. Non si accontenta di "si" o "no", ma ricorda che l'enfasi deve essere posta sul "perché" o sul "come" e sulle relazioni con informazioni e algoritmi precedentemente noti.
E' compito dello scettico stimolare il gruppo nella ricerca di soluzioni alternative.
Le responsabilità dello scettico sono: 1) porre domande sulla ragione per cui si esegue un certo passaggio o si segue una particolare direzione nel tentativo di risolvere il problema; 2) cercare di pensare e proporre soluzioni alternative al problema; 3) determinare il numero di cifre significative in ogni calcolo; 4) stabilire se il risultato in un certo passaggio ha senso o meno; 5) focalizzare o identificare ogni assunzione fatta nella risoluzione del problema, dimostrando la correttezza o la falsità dell'assunzione considerata.
Vengono esemplificate alcune domande che lo scettico può porre o commenti appropriati che lo scettico può fare.
Perché stiamo facendo questo passaggio? Come può la risposta a questo passaggio permetterci di giungere ad una soluzione accettabile del problema? Prima di fare questo passaggio, dobbiamo considerare questo punto. Abbiamo bisogno di tutte queste cifre significative? Dobbiamo usare un numero maggiore di cifre significative? La nostra risposta ha senso? Come mai non è in accordo con la nostra stima? Quali assunzioni abbiamo fatto nella risoluzione di questo problema?
Controllore. Le responsabilità del controllore sono: 1) controllare se tutti i dati e le informazioni del testo (anche quelle derivanti da inferenze) sono state considerate; 2) tenere traccia della discussione del gruppo; 3) scrivere la soluzione del problema con tutti i passaggi e far controllare agli altri membri del gruppo la stessa; 4) incoraggiare gli altri membri del gruppo a fare la verifica; 5) preparare una versione "in bella" della soluzione del problema per il professore.
Vengono esemplificate alcune domande che il controllore può porre o commenti appropriati che il controllore può fare.
Il libro di testo potrebbe aiutarci? Quali altre fonti di informazioni che ci possono essere utili? Ciascuno nel gruppo dovrebbe controllare questo calcolo. Prima che scrivo la soluzione, siamo tutti d'accordo sul procedimento? Come possiamo fare la verifica? E' necessario dimostrare la validità di questa assunzione.
In un gruppo di quattro, un ruolo ulteriore è quello del "revisore", con la responsabilità di verificare che quanto preparato da chi prende nota sia privo di errori.
5.9 - Valutazione da parte degli studenti del funzionamento del gruppo
Uno degli elementi essenziali della CL formale è la valutazione periodica che gli studenti fanno del buon funzionamento del loro gruppo, identificando i problemi e suggerendo soluzioni.
La loro tendenza naturale è quella di evitare di confrontarsi con i problemi e la maggior parte degli studenti si confronterà, solo se forzata. Periodicamente ai gruppi dovrebbe essere richiesto di rispondere per iscritto a queste tre domande: (1) Che cosa come gruppo riusciamo a fare bene? (2) Che cosa potremmo fare meglio? (3) C'è qualcosa che in futuro potremmo fare in modo differente?

 L'atto di formulare risposte a queste domande spesso avvia delle discussioni tra i membri del gruppo su problemi interpersonali di vario tipo e queste discussioni possono mettere in allerta l'insegnante su potenziali disfunzioni nei gruppi. Questi problemi possono essere risolti o dagli studenti stessi o con l'intervento del docente.

Calendario delle attività della prima parte

Data: dal 15 al 20 novembre 2013

Titolo:
H2O, L'ACQUA COME RISORSA PER LO SVILUPPO
Destinatari:
Studenti della classe I D

Assi coinvolti:
Asse dei linguaggi, Asse storico-sociale, Asse scientifico, Asse logico- matematico


Competenze trasversali:
–               Imparare a prendere appunti
–               Potenziare l’ascolto
–               Trarre le informazioni da un testo scolastico o da un articolo specialistico
–               Trarre informazioni dai sussidi audiovisivi
–               Acquisire gli strumenti per una ricerca ponderata e ragionata dei materiali in internet
–               Sviluppare atteggiamenti, comportamenti e competenze di natura sociale adeguati a una gestione efficace del lavoro di gruppo;
–               Promuovere atteggiamenti di curiosità e apertura nei confronti della pluralità di opinioni e culture;
–               Collaborare con gli altri, confrontandosi con loro, esponendo le proprie opinioni e rispettando quelle altrui, per deliberare collegialmente.


Contenuti: Alcuni docenti proporranno delle tematiche inerenti l’argomento e le affronteranno in collegamento con le varie materie; le discipline coinvolte saranno : scienze, storia, religione, italiano, diritto, francese , inglese, tedesco

Metodologia:
Sono previste lezioni frontali, studio autonomo assistito in classe, anche in gruppi, visione di documentari, ricerche in biblioteca e in aula informatica, rielaborazione dei materiali nei gruppi.
Segue una bozza di orario , che deve necessariamente essere rivisto prima della datra prevista per l’inizio delle attività:
1° GIORNO VENERDI’ 15/11 DALLE 9,35 ALLE 11,35
INTRODUZIONE: il metodo di lavoro in biblioteca (Braccili)
2° GIORNO SABATO 16/11 DALLE 8,00 ALLE 9,35
INTRODUZIONE: il metodo di lavoro (Liuzzi)
3° GIORNO LUNEDI’ 18/11 DALLE 8,00 ALLE 9,35: Lezione frontale e rielaborazione nei gruppi
                                                                                                                                               (Maggipinto)
                                              DALLE 9,45 ALLE 10,35: Laboratorio di scienze (Aprea)
                                              DALLE 11,35 ALLE 13,15 prosecuzione della rielaborazione (Braccili)     
 4°GIORNO MARTEDI’ 19/11 DALLE 9,35 ALLE 11,25 Lezione frontale(Braccili e Corrà)
                                                  DALLE 11,35 ALLE 12,25 Lezione sul lessico (Battisti)

                                                  DALLE 12,25 ALLE 13,15 rielaborazione nei gruppi (Liuzzi)