Diritto:

L'acqua nelle norme giuridiche
L'articolo 9 della Costituzione
- La Repubblica deve preoccuparsi del paesaggio (inteso come territorio). Lo Stato deve rispettare l'aspetto del territorio.
- La Repubblica tutela la ricerca scientifica che non riguarda solo le cure mediche, ma anche le nuove tecnologie, finanzia anche le ricerche sull'acqua che possono migliorare l'utilizzo di essa.
L'acqua può essere bene pubblico e privato.
Art. 822
Tutti i beni che appartengono allo Stato ovverto fanno parte del dominio pubblico sono:
- lido del mare;
- i fiumi;
- i torrenti;
- i laghi;
- e le altre acque pubbliche.
I beni pubblici sono inalienabili, cioè non si possono vendere ad altri soggetti e non possono formare oggetto di diritto a favore di terzi.
Anche le acque in bottiglia sono beni pubblici, questo è un
esempio di bene pubblico dato in concessione ad un privato
dallo Stato.
Convezione di Montegobay
Entrata in vigore nel 1994, ma risale al 1982.
Stabilisce che le acque territoriali sono fino a 12 miglia (20 km) dalla costa, tutte le leggi di quello Stato valgono in quelle 12 miglia, oltre le 12 miglia ce ne sono altre 12 dove si possono esercitare le norme di sicurezza del medesimo Stato.
Normativa italiana sulle acque
Negli anni settanta con la legge di Merli, si sente l'esigenza di indicare in maniera precisa le sostanze inquinanti ponendo dei limiti allo scarico di esse nelle acque. La direttiva CEE stabilisce e regolamenta la qualità delle acque destinate al consumo umano e definisce le concentrazioni massime ammissibili. La legge numero 36 del 5 gennaio 1994 (legge di Galli) stabilisce che tutte le acque
superficiali e sotterranee sono pubbliche e che il consumo
umano è prioritario rispetto agli usi.
Gestione sostenibile dell'acqua
Gli interventi possibili per gestire in modo responsabile una risorsa importante come l'acqua potrebbero essere numerose, eccone alcune:
-Risanamento delle acque inquinate;
-Prevenzione dell'inquinamento. La prevenzione è indispensabile per quei serbatoi di acqua che non sono risanabili come le falde acquifere o gli oceani;
-Prevenzione dello spreco di acqua individuale, adottando piccole accortezze nella vita di tutti i giorni.
Non inquinare
Per prevenire l'inquinamento delle acque sono state introdotte leggi sempre più restrittive che obbligano le imprese e le pubbliche amministrazioni a prestare particolare attenzione nella prevenzione, controllo
dell'inquinamento idrico. Sono state studiate e introdotte
nuove tecnologie e prodotti che consentono di produrre
bene i servizi, limitando o eliminando l'inquinamento idrico.
Molti organismi internazionali hanno dettato un insieme di semplici raccomandazioni per una gestione delle risorse idriche . Le raccomandazioni vanno dall'attuazione di riforme delle istruizioni che governano le risorse idriche alla definizione di un prezzo adeguato per l'acqua. Il problema rimane, invece, in quei Paesi dove tali leggi non sono ancora state addotate o dove non si effettuano controlli sul loro rispetto.
RELIGIONE:
GENESI: capitolo 7 e capitolo 8 ANALISI
Abbiamo trovato delle contraddizioni, nel sesto capitolo al versetto 19, viene detto che bisogna prendere una sola coppia di animali, mentre nel capitolo sette si dice che bisogna prendere sette coppie di animali puri e una coppia di animali impuri, un'altra contraddizione è che nel versetto
17 si dice che il diluvio dura quaranta giorni, mentre nel 24
si dice che dura centocinquanta giorni. Questo perché sono due racconti sul diluvio (scritti da due scrittori diversi), uniti in un unico testo.
Secondo noi, il diluvio universale può essere realmente esistito come fenomeno atmosferico, ma è impossibile che un uomo viva seicento anni.
Le analogie del testo babilonese e del testo biblico sono:
- entrambi caricano su una nave i loro famigliari e degli animali;
- il diluvio;
- il sacrificio.
Secondo noi, il diluvio viene mandato perché Dio voleva punire gli uomini per i loro peccati.
Le differenze dei due testi sono:
- nel racconto biblico c'è un solo Dio, mentre in quello babilonese ci sono più dei;
- nel racconto babilonese il protagonista viene fatto diventare immortale insieme alla moglie da una dea, mentre del biblico no.
Storia/geografia:
Le città:
Varanasi è la Città Sacra degli Induisti. Ogni Induista, almeno una volta nella sua vita, deve essersi recato a Varanasi e qui deve
immergersi nel sacro fiume Gange almeno da 5 diversi ghats. I ghats
sono delle rampe di scale di pietra che terminano all'interno dell'acqua del fiume. Secondo l'induismo l'unico posto della terra in cui gli dei permettono agli uomini di sfuggire al samsara, cioè all'eterno ciclo di morte e rinascita, è la riva occidentale del Gange a Varanasi, perciò nel corso dei secoli milioni e milioni di induisti sono venuti a morire qui.
Ed è sempre a Varanasi, nel Gange che ogni Induista desidera che vengano sparse le proprie ceneri, perciò le pire per la cremazione ardono 24 ore su 24 ed ogni sera al tramonto, i brahmini danzano tenendo in mano delle sculture di luce, mentre le centinaia di persone che assistono, da terra e dal fiume, affidano alla "madre Ganga" delle fiammelle che rappresentano i propri sogni. Quanto
più lontano la corrente porterà la propria fiammella, tanta
più prosperità si avrà. Molte famiglie indù fanno di tutto per portare il proprio caro a essere cremato qui, quando i corpi
arrivano in città si creano dei cortei per portare il defunto al ghat della cremazione.
Nashik è un'importante città sacra dell'induismo, sulle rive del fiume Godivari, anch'esso sacro e oggetto di celebrazioni, abluzioni e cremazioni, proprio come il Gange a Varanasi. Per questo, conta una grande quantità di templi, molti dei quali purtroppo in pessimo stato di conservazione, come del resto tutto il centro storico, un tempo bellissimo. Inoltre, Nasik è una delle quattro città indiane in cui ogni 12 anni si celebra il Kumbha Mela, che attira centinaia di migliaia di persone da tutto il mondo.
Si ritiene che proprio a Nasik siano avvenute le vicende che vedono protagonisti Rama e la sposa Sita, narrate
nell'epopea di Ramayana.
A 8 km dalla città, vi sono le grotte di Pandu Lena. Non sono
famose come quelle di Elephanta, ma sono più interessanti.
Scolpite nei secoli da monaci indù e buddisti, conservano
ancora molte delle celle in cui dormivano e la grande grotta-cucina.
Allahabad città dell'India, nello Stato federato dell'Uttar Pradesh, 550 km a SE di Delhi, capoluogo del distretto omonimo. Situata a 96 m nella fertile pianura alla confluenza del fiume Yamuna con il Gange, la città prese a svilupparsi alla fine del secolo scorso, soprattutto come centro amministrativo (fu a lungo capoluogo dell'Uttar Pradesh), culturale (con un'università fondata nel 1887) e commerciale. Ancora oggi Allahabad è importante mercato agricolo, dotato di un porto fluviale e di un aeroporto assai attivo, nodo di comunicazioni stradali e ferroviarie sulla linea Nagpur-Varanasi (Benares); numerose sono
anche le industrie, specie nei settori: alimentare, tessile, meccanico, chimico (prodotti farmaceutici), del cuoio, del vetro e della ceramica. La confluenza dei due fiumi sacri fa
inoltre di Allahabad uno dei più celebri luoghi di pellegrinaggio degli induisti, che soprattutto ogni
primavera, in occasione della sagra detta Magh Mela, accorrono a centinaia di migliaia.
Hardiwar
La porta dei quattro
pellegrinaggi nella regione dell'Uttaranchal, è situata ai piedi dei monti
Shivalik. Il Gange lascia le montagne ed entra nelle pianure bagnando
Haridwar, la prima grande città che esso incontra. L'acqua qui è pulita e
prescelta per il bagno purificatore. Si dice che con questo bagno l'anima
esca purificata e venga aperta la via alla libertà ultima, il
"Nirvana".
Porta degli Dei
Haridwar o 'Porta degli Dei' è una
delle sette città sacre secondo la mitologia indù, poichè si crede che gli
Dei
abbiano lasciato le loro impronte proprio ad Haridwar. Luoghi del Bagno Sacro I cinque luoghi del bagno sacro ad Haridwar sono Gangadwara, Kankhal, Nila Parvata, Bilwa Theertha e Kusavarta. Il ghat principale di Haridwar è noto come Har-ki-Pauri. Attrazioni di Haridwar: Har Ki Pauri: Questo è uno dei ghats più sacri dell' India, noto anche col nome di Brahmakund. Di sera su questo ghat si tiene la Maha Aarti, un evento assolutamente unico e imperdibile per ogni visitatore. Tempio di Mansa Devi Questo tempio è situato in cima a una collina chiamata Bilwa Parvat ed è raggiungibile con la funivia o a piedi fino alla cima. Da qui potrete godere la straordinaria vista della città. Tempio di Chandi Devi Questo tempio è situato sulla cima di una collina chiamata Neel Parvat che si trova sulla riva opposta del Gange. Costruito nel 1929 d.C. si trova a soli 3 Km. di strada dal Chandi Ghat. Escursioni da Haridwar Rishikesh : A 24 km da Haridwar sorge Rishikesh, città nota come 'Tapo Bhumi' o luogo di meditazione. Anche Rishikesh è una delle più conosciute mete di pellegrinaggio per gli Indù. In questo punto il Gange lascia le montagne e si appresta ad iniziare il suo lungo viaggio attraverso le pianure. Dehradun : Questa località montana, situata nei monti di Shivalik, dista solo 54 Km. da Haridwar. La ricchezza delle sue fitte foreste e dei suoi panorami colpiscono l'immaginazione di ogni turista. Come arrivarci L'unico servizio aereo nella regione si trova all'aeroporto Jolly Grant di Dehradun. La stazione ferroviaria di Haridwar è collegata con tutte le maggiori città indiane. L'autostrada numero 45 che attraversa la città, facilita i collegamenti con le altre città dello stato. Vi sono altresì servizi di autobus da Delhi. |
Ujjain situata lungo un'antica via percorsa da mercanti e carovane, Ujjain vanta una storia insigne le cui origini si perdono nella notte dei tempi. I primi riferimenti storici sono risalgono ai tempi del Buddha storico quando essa era la capitale del regno di Avantī. Per questo motivo la città
era anche conosciuta con l'appellativo di Avantika. Ujjain conobbe un periodo di grande floridità al tempo della dominazione del Regno Magadha, specialmente sotto il
governo del padre dell'imperatore Ashoka, Bindusara. Si
ritiene che fosse stata residenza ufficiale dello stesso
Ashoka finché a lui spettò il comando delle regioni occidentali del regno. In seguito l'imperatore Chandragupta II ne fece il più fervente centro culturale del suo potere a discapito della capitale effettiva, Pataliputra. Durante il VI e VII secolo Ujjain fu un'importante centro per lo sviluppo di scienze matematiche a astronomiche.
Con il declino della dinastia Gupta e l'ascesa dei Parmara, Ujjain si trovò al centro di grandi tumulti scatenati per il controllo della regione del Malwa; così finì per divenire parte dei possedimenti dei sovrani di Mandu.
Ujjain fu invasa dalle forze del Sultanato di Delhi, sotto il comando dell'imperatore Iltutmish, nell'anno 1235. Questo
evento portò alla distruzione dei molti templi che
riempivano la città, già da molte centinaia di anni centro religioso, oltre che culturale.
Dopo la disgregazione dell'impero Moghul il maharaja Jai Singh, la cui fama era legata alla città di Jaipur, divenne
governatore del Malwa. Sotto la sua amministrazione furono costruiti l'osservatorio e diversi templi.
Alla sua morte la città conobbe un nuovo periodo di disordini. Il territorio divenne dunque distretto del dominio dei sovrani maratha prima che in particolare il leader maratha Scindia ne assumesse nel 1750 il potere diretto. Quando nel 1810 i sovrani della sua dinastia trasferirono la capitale a Gwalior, Ujjain subì un rapido declino. Dopo l'indipendenza indiana il reggente Scindia annesse i propri possedimenti alla neonata India e la città divenne parte della regione amministrativa del Madhya Bharat; dal 1956 il Madhya Bharat assunse una dimensione più precisa insieme al nome di Madhya Pradesh.
Francese:
L'eau
-le rubinet (rubinetto)
-le bidet (bidè)
-le fleuve (fiume)
-la douche (doccia)
-le lac (lago)
-la mer (mare)
-eau dove/ sollè (acqua dolce/salata)
-le ruisseau (ruscello)
-la source (sorgente)
-la pulie (pioggia)
-l'eau gareuse (acqua gassata)
-la cascade (cascata)
Scienze:

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